Congruenza – Studio Tripoli Serena

La congruenza

congruenza, psicologo, psicoterapeuta, psicologia, psicologa, psicoterapia, guidonia, tivoliLa congruenza è quella condizione per cui il terapeuta è liberamente se stesso e non assume atteggiamenti di circostanza o maschere. Questo gli permette di rappresentarsi la sua esperienza ed entrare in rapporto diretto con quella del cliente, incontrandolo da persona a persona. Secondo Rogers quanto più il professionista è in contatto con ciò che prova (è congruente) tanto più la relazione risulterà efficace.

Non dimentichiamo infatti che il terapeuta è un modello e pertanto se vuole facilitare un maggiore contatto con tutti i propri sentimenti, sarà necessario che assuma lo stesso atteggiamento verso se stesso. L’espressione genuina di sè stesso faciliterà la ricerca della propria realtà anche nell’altro.

Carl Rogers a tal proposito dice: “Ho trovato che più posso essere genuino nella relazione, più posso dare aiuto. Questo significa che devo essere cosciente dei miei propri sentimenti, per quanto è possibile, piuttosto che presentare l’apparenza esterna di un atteggiamento, mentre in realtà sento un’altra attitudine a un livello più profondo o inconscio. Essere genuino inoltre include la volontà di essere ed esprimere, col mio comportamento e con le mie parole, i vari sentimenti e modi di essere che esistono in me. È solo in questo modo che la relazione può essere reale”.

L’autore definisce anche che cosa è incongruenza, ossia la discrepanza tra l’esperienza dell’organismo e l’immagine di sé.

Quando la persona vive un’esperienza profondamente diversa dall’immagine che ha di se stesso, tenderà a negarla o distorcerla poichè è minacciosa. Di conseguenza anche i sentimenti collegati, verranno considerati negativamente o ignorati. Quello che accade nel tempo è una vera e propria “amputazione” di parti di sè. L’individuo può arrivare a cancellare buona parte di sè stesso, pur di mantenere l’immagine che gli altri hanno di lui. Fino a perdere il contatto con il proprio vero sè. Fino a non riconoscersi. Questo atteggiamento di incongruenza diventa fonte di disagio e di un funzionameno patologico dell’individuo.

Così il cambiamento in terapia può essere visto come un progressivo passaggio dall’incapacità di sentire ed accettare le proprie emozioni (stato di incongruenza), ad una maggiore capacità di riconoscere l’interezza dei propri sentimenti ed un senso di padronanza di sè (stato di congruenza). La persona pienamente funzionante riesce quindi ad integrare tutte le proprie esperienze con maggiore spontaneità, libertà ed onestà.


-Dott.ssa Serena Tripoli-

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